Sotto i giardini fioriti di uno degli hôtels più mitici al mondo, c’è un paradiso meticolosamente custodito, al riparo dalla luce del sole: le Cantine dell’Hôtel de Paris.

Les Caves de l’Hôtel de Paris Monte-Carlo1874 : Inaugurazione delle Cantine dell’Hôtel de Paris

Per circa un anno e mezzo, un centinaio di operai specializzati (scavatori, muratori, scalpellini, falegnami…) ha lavorato per realizzare una delle più grandi cantine d’albergo al mondo. L’Hôtel de Paris s’è così dotato di cantine degne d’uno stabilimento eccezionale per posizione, comfort, arredi e alta gastronomia.

 

Inaugurate nel 1874 da Marie Blanc, consorte e successore del fondatore della Société des Bains de Mer, le Cantine dell’Hôtel de Paris Monte-Carlo furono inizialmente utilizzate per imbottigliare i crus che giungevano dal Bordolese ancora nelle loro botti, garantendo così quella che ancora non si chiamava «tracciabilità del vino». 

Seconda Guerra Mondiale: 20.000 bottiglie nascoste

Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, una parte delle cantine fu nascosta dietro un muro di sette fila di bottiglie, oltre le quali 20.000 tra le bottiglie più pregiate riposarono al sicuro, sfuggendo così agli invasori. In tal modo, oltre ai tesori delle cantine, furono salvati anche l’argenteria dell’hôtel e persino le ricchezze di alcuni clienti.

1945: Riapertura delle Cantine con Sir Winston Churchill

Nel 1945, alla fine del conflitto, la riapertura delle Cantine venne affidata a un cliente prestigioso: Sir Winston Churchill, che per l’occasione stappo una bottiglia di un vecchio rhum, datato 1811, del quale alcune bottiglie troneggiano ancora sui loro scaffali. 

1960: Le Cantine come luogo di stoccaggio delle bottiglieLes Caves de l’Hôtel de Paris Monte-Carlo

A partire dagli anni ’60, la tracciabilità del vino assunse un’altra forma, grazie alla cosiddetta «mise en bouteille au château»; fu così che le Cantine dell’’Hôtel de Paris Monte-Carlo assunsero pian piano quello che è il loro ruolo attuale: un luogo ideale per immagazzinare bottiglie, e non più fusti di vino. 

 

Oggi le Cantine non rappresentano soltanto uno dei patrimoni della società, ma sono anche un centro di diffusione della cultura del vino, come testimoniano le sessioni settimanali di degustazione, a cui partecipano sommelier, maître d’hôtel, chef de rang o direttori di altri stabilimenti, bramosi di approfondire le loro conoscenze enologiche. 

1990 – 1994: les Cantine s’ingrandiscono

Ultimamente, i lavori di rinnovamento e ristrutturazione delle Cantine hanno permesso di creare il Museo Marie Blanc, dove riposano ben custoditi alcuni dei millesimi più rari proposti sulle carte dei vini dei vari stabilimenti della Société des Bains de Mer, e come se ciò non bastasse hanno ampliato la superficie delle Cantine di altri 400m², dedicati a una zona d’invecchiamento e a una sala di degustazione.